Il tema della longevità degli elettrodomestici di uso quotidiano è assai attuale; a dimostrazione di ciò tra le caratteristiche più ricercate dai consumatori sui modelli disponibili nel mercato odierno, la durata si annovera appunto come una delle principali.

Tuttavia dalle tecniche di salvaguardia dal tempo, passando per la teoria sull’obsolescenza programmata, ognuno dice di la propria… ma quali sono davvero le misure da adottare di giorno in giorno proprio al fine di preservarne funzionalità ed efficienza per gli anni avvenire? E come si declina questo tema nello specifico con riguardo alla lavatrice?

Per quanto attiene a quest’ultima, ad esempio, l’introduzione dei modelli inverter (che sfruttano corrente alternata in uscita) hanno apportato in commercio prodotti più resistenti e meno soggetti all’usura del tempo. Tuttavia ciò non toglie che la lavatrice vada tenuta in ordine: solo ben pulita è in grado di assicurare un funzionamento all’altezza delle aspettative e di durare più a lungo; tant’è che la sporcizia che si accumula nel tempo al suo interno, se non adeguatamente trattata, rischia di comprometterne la longevità ed anche – banalmente – la qualità del bucato stesso.

Attenzione a cosa si mette nel cestello

A tal proposito va prima di tutto prestata sempre meticolosa attenzione a quanto inserito nel cestello prima dell’avvio del ciclo di lavaggio.

Una regola sempre valida è perciò quella di controllare di volta in volta le tasche e le altre cavità degli indumenti, al fine di evitare – in quanto davvero deleteria – la presenza di fazzolettini di carta, monete e altri oggetti rigidi di varia forma e dimensione che potrebbero finire con l’ammaccare il cestello stesso o, peggio ancora, se particolarmente piccoli anche superare le guarnizioni e finire per ostruire filtri, scarichi e tubature.

Anche un carico eccessivo in termini di volume e di peso è davvero sconsigliato. In caso contrario si corre il rischio che il cestello si ovalizzi; e nella peggiore delle ipotesi anche la rottura delle parti meccaniche (come ad esempio la cinghia, la trasmissione, e infine anche la scheda madre).

Pulizia del filtro

Il filtro di scarico è una delle componenti principali della lavatrice, tanto da esservi all’occorrenza consentito accesso manuale, normalmente a mezzo di uno sportellino con annessa valvola di sicurezza collocati nella parte frontale e bassa dell’apparecchio.
Il filtro permette in definitiva il passaggio dell’acqua di scarico prima di essere eliminata attraverso il tubo di condotta, e quindi per certi versi rappresenta uno snodo cruciale del proprio elettrodomestico; e dal momento che in esso può restare traccia di residui di lavaggio potenzialmente dannosi per la conduttura, è assai consigliato ispezionarlo periodicamente, addirittura più volte l’anno.

Sì perché non solo corpi estranei, il filtro è fisiologicamente destinato ad accogliere resti di detersivo e sporcizia derivante da un normale utilizzo dell’elettrodomestico, tanto che a trarre giovamento dalla sua occasionale pulizia è ancora una volta prima di tutto la biancheria sottoposta a lavaggio.

Per una corretta pulizia del filtro risulta necessario in ordine: staccare la corrente elettrica, chiudere il rubinetto di alimentazione dell’acqua, estrarre il filtro dal relativo sportellino e passarlo sotto l’acqua corrente, fino a rimuovere ogni traccia di agenti potenzialmente dannosi. Ovviamente, appare superfluo puntualizzare che è assai importante maneggiare questa componente con delicatezza e cura così da non correre il rischio contrario di rovinarla.

Il detersivo giusto

La scelta del detersivo è un’altra di quelle buone pratiche da reiterare con costanza nel tempo. Certi prodotti chimici possono difatti lasciare depositi in grado di danneggiare la lavatrice a lungo andare. A tal proposito sono da preferire prodotti biodegradabili e di origine naturale.

Altrettanto necessario appare imparare a dosare la quantità di sapone necessario in proporzione al carico del cestello, prevenendo così sprechi inutili ed anzi addirittura pericolosi per il buon funzionamento della macchina.

Va da ultimo segnalato che il detersivo in formula liquida è senza dubbio da preferire a quello solido o in polvere, a cui sarebbe meglio ricorrere solo periodicamente e in caso di macchie ostinato.

Rimedi in commercio

Oltre alle regole di buona condotta da applicare diffusamente, in commercio sono altresì reperibili prodotti appositi, adatti alla manutenzione della lavatrice a garanzia del suo corretto impiego nel tempo, oltre che a prevenzione degli sprechi.
Molte di queste soluzioni sono formulate con azione mirata anticalcare, il quale da solo è causa della maggior parte dei guasti di quei dispositivi domestici che, come la lavatrice, implicano l’impiego massiccio di acqua.
Altri ancora invece sono semplici sgrassatori capaci di contrastare muffe e cattivi odori, a vantaggio di un’igiene generalizzata del macchinario.

Dal prezzo medio che si aggira intorno alla decina di euro e largamente reperibili nelle corsie dedicate di qualunque supermercato locale, si tratta comunque di prodotti da impiegare con cura e nel meticoloso rispetto delle indicazioni puntualmente declinate nelle relative istruzioni d’uso, senza mai eccedere in dosi o in frequenza di utilizzo.

I metodi naturali per la pulizia della lavatrice

Per i più attenti, così come per gli animi green, non tutto è perduto perché è effettivamente possibile apprestare un valido regime di pulizia dell’elettrodomestico anche mediante il ricorso a prodotti naturali, diffusissimi in casa e dal costo praticamente nullo.

Ad esempio per ottenere un cestello performante sarebbe preferibile avviare almeno una volta al mese un lavaggio a vuoto (senza carico) ad alta temperatura, mettendo nella vaschetta un semplice bicchiere di aceto di mele (o anche di vino). Per i casi più ostinati è anche possibile aggiungere del bicarbonato direttamente dentro al cestello, così da apportare un’azione disinfettante e anti-odore attenta e ad ampia portata.

Si dovrebbe di quando in quando anche intervenire direttamente sulla guarnizione, anch’essa una parte assai delicata e spesso sottovalutata della lavatrice, proprio perché propensa al deposito di acqua a fine lavaggio. Il consiglio è quello di impiegare una soluzione a base di bicarbonato, con qualche goccia di olio essenziale al limone o alla lavanda a contrasto dei cattivi sentori. Questa miscela va strofinata direttamente sulla gomma e lascata agire per alcuni istanti prima di provvedere ad un risciacquo manuale.

Per la pulizia dell’oblò si può semplicemente propendere per l’impiego di una soluzione spray a base di sapone di Marsiglia da vaporizzare direttamente sulle superfici interessate.

Una volta che si è compreso come contrastare muffe, calcare e residui vari non resta che riproporre questi semplici accorgimenti in maniera continuativa nel tempo. Ciò non solo permetterà una migliore resa in termini di efficienza dei lavaggi, ma sarà anche in grado di ridurre il rischio di inconvenienti come blocchi, guasti o peggio ancora perdite d’acqua, con un gran beneficio delle tasche del proprietario. Provare per credere.

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