Meglio una lavasciuga o una lavatrice tradizionale?

L’automatizzazione del lavaggio della biancheria è stata probabilmente una delle più grandi conquiste che hanno avuto luogo nell’ultimo centinaio di anni a questa parte, e sicuramente tra quelle che hanno maggiormente impattato sulla vita di tutti i giorni. Tanto che, nonostante ci si trovi tutt’ora immersi in un’era di profondi cambiamenti, caratterizzata da un’incessante evoluzione culturale, ambientale e tecnologica, questo ritrovato di ingegneria moderna che è la lavatrice resta ancora irrinunciabile e saldamento ancorato nelle nostre abitazioni.

Sembrerebbe dunque impossibile farne a meno; ma davvero non esistono validi competitor in quell’immenso catalogo pret-à-porter che è oggi il mercato economico?
A dire il vero un numero sempre maggiore di individui preferisce la soluzione della lavasciuga.

Ma vediamo di che cosa si tratta, e soprattutto se si ha a che fare con un elettrodomestico effettivamente in grado di prendere sempre più piede nella nostra quotidianità.

Lavasciuga più venduta

Lavatrice e lavasciuga: cosa sono

Per quanto in parte accomunate dalle stesse funzioni, lavatrice e lavasciuga corrispondono ad esigenze in parte diverse.

L’attuale lavatrice elettrica che tutti conosciamo e con cui abbiamo bene o male famigliarità fu lanciata negli Stati Uniti nei primi anni del Novecento, ed ha rappresentato la naturale evoluzione di ben più risalenti prototipi di macchine destinate al lavaggio dei tessuti. Tuttavia si è dovuto attendere la seconda metà del secolo scorso perché iniziasse a diffondersi presso le dimore delle persone, complici i vari sistemi industriali di produzione in serie e il prezzo sempre più accessibile alla popolazione.

Dalla composizione abbastanza articolata, il suo funzionamento di base è fondamentalmente garantito da un’alimentazione a corrente e da un meccanismo di tiraggio (con annesso funzione di scarico) dell’acqua corrente comunemente predisposta presso i locali domestici e commerciali. Il suo cestello – a carico anteriore o superiore a seconda dei modelli – è il luogo ove i vestiti appositamente riposti vengono a contatto con l’acqua e i detersivi precedentemente inseriti nei relativi sportelli, e da dove vengono poi estratti pulititi e strizzati a conclusione del ciclo selezionato.
In tutto ciò la scheda madre ne rappresenta il vero e proprio cervello da cui partono i necessari impulsi, i cui sviluppi nel tempo hanno via via dato origine a soluzioni sempre articolate ed efficiente.

Tutto quanto fino ad ora descritto vale anche per la lavasciuga, che per certi versi rappresenta una sorta di upgrade della lavatrice. La sua diffusione però inizia solo a partire dagli anni ’80 e si caratterizza per unire due diversi preesistenti elettrodomestici in uno solo; tant’è che oltre ad assolvere alle funzioni di lavaggio, si occupa anche della successiva fase dell’asciugatura.

In particolare le lavasciuga contemporanee sfruttano la produzione interna di aria calda a cui viene esposto il carico presente nel cestello una volta pulito. Questo macchinario è allora sicuramente destinato ad un tempo di impiego maggiore per completare un ciclo “ordinario”, il tutto ciò va però ad indiscusso vantaggio di praticità dal momento che nessuna azione umana sarebbe poi ulteriormente richiesta.

Necessità differenziate

Ora, è evidente che per quanto simili questi due elettrodomestici rappresentino strumenti distinti riconducibili ad esigenze altrettanto differenziate.

Tendenzialmente più grande e incline a consumi maggiori, la lavasciuga è però un’ottima soluzione salva tempo e – soprattutto – salva spazio, perché elimina il ricorso allo stendibiancheria ed è quindi congegnale agli ambienti più raccolti. L’assenza di apposite aree interne ed esterne alla casa a ciò adibite non sarà più un problema, e diventerà altresì possibile garantire al vestiario una rapida asciugatura anche nei periodi dell’anno caratterizzati da un clima affatto mite.

Per quanto poi potrebbe risultare parecchio scomodo e limitante avere un elettrodomestico in funzione per svariate ore consecutive, d’altra parte nulla toglie che in caso di tempi ridotti si possa impostare in quest’ultima la sola funzione lavaggio, preferendo poi l’alternativa dell’asciugatura fai-da-te: questo perché la lavasciuga è prima di tutto una macchina destinata alla pulizia dei capi, anche se non dotata di tutte le alternative di programmi di lavaggio che sono normalmente presenti nella stragrande maggior parte delle più recenti lavatrici.

Costi e dimensioni

Il costo medio di una lavasciuga di buona marca, inutile dirlo, è maggiore di quello di una lavatrice. Di quest’ultima inoltre esiste una talmente ampia gamma di scelta che trovare il modello che faccia il caso proprio anche con riguardo al profilo prettamente economico non pare poi impresa così ardua. Dal canto suo, la combinazione di diverse funzionalità oltre che un ridotto ventaglio di possibilità, finisce inevitabilmente per condizionare il listino anche se, a onor del vero, la differenza non è poi così eccessivamente marcata.

Oggettivo anche il fatto che la lavasciuga sia tra le due la più voluminosa, il che tuttavia non va letto come sinonimo di ingombrante. E perché come già accennato previene l’impiego fisico di stendini e perché per all’alternativa lavatrice + asciugatrice esterna occorrerebbe ben più spazio.

Infine i produttori si stanno sempre più adattando alle esigenze dei consumatori e si mostrano inclini alla realizzazione di modelli decisamente compatti di entrambi gli elettrodomestici oggetto di disamina.

Consumi e sostenibilità

Nonostante siano reperibili in commercio sempre più dispositivi certificati a basso consumo (vedi classi A+, A++ e A+++), il problema della lavasciuga è proprio quello di essere destinato ad un uso continuativo nel tempo, al fine di portare a termine sia il ciclo di lavaggio che quello di asciugatura.

Questa voce fa da vero e proprio ago della bilancia, anche se va detto che molto dipende dalle abitudini di impiego e dal numero totale dei componenti della famiglia.

Va poi precisato che ad incidere è anche il carico della stessa, a seconda della diversa tipologia di indumenti e quindi dei differenti programmi a questi destinati.

Manutenzione

Altro tasto dolente per la lavasciuga, il tema della manutenzione segna senza dubbio un altro punto a favore della cara vecchia lavatrice.

Prima di tutto la ridotta componente interna rispetto a quella richiesta dalle apparecchiature a funzioni multiple, oltre che la maggior reperibilità all’occorrenza di pezzi di ricambio sia nuovi che usati permettono esborsi attenuati in caso di guasti e malfunzionamenti.
D’altra parte è facile intuire come il lavoro doppio richiesto alla lavasciuga possa incidere negativamente dal punto di vista dell’usura.

Il futuro

Il futuro del settore è presumibilmente caratterizzato da vestiti “intelligenti” che comunicheranno direttamente con l’apparecchio le direttive in sede di lavaggio, di fatto riducendo ulteriormente l’intervento umano.
Ma la strada percorsa sembra ancora quella dell’accumulo delle funzioni in uno spazio ridotto: fino al punto di concepire veri e propri cicli di pulizia contemporanei ma divisi per scompartimento in modo tale da massimizzare l’impiego delle risorse primarie nel rispetto delle esigenze del singolo capo.

Tuttavia, fintanto che questo modello resterà solo sulla carta, preme alla fine di questa breve disamina ribadire che la scelta migliore è quella che asseconda di volta in volta le esigenze personali.

Preso atto dei pro e dei contro esaminati per entrambi gli elettrodomestici, non resta che scegliere quello che meglio si adatta al proprio regime di vita; anche se, va ripetuto, la lavatrice si conferma regina dei congegni elettronici ad uso domestico da più di un secolo.